Tra le malattie dell'apparato respiratorio, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è quella per la quale, da alcuni anni, si registra il maggior aumento di incidenza, principalmente a causa dell'allungamento della vita media e della diffusione di stili di vita poco corretti. Se è vero che la malattia è in parte correlata all'invecchiamento e al progressivo deterioramento della funzionalità repiratoria, altrettanto vero è che l'esposizione prolungata al fumo di sigaretta, ai gas di scarico dei veicoli a motore e alle esalazioni dovute a lavorazioni industriali contribuisce ad aggravare la situazione in modo sostanziale.
Nei pazienti con BPCO la funzionalità polmonare si deteriora rapidamente e la respirazione diventa sempre più difficoltosa, con effetti progressivamente invalidanti e un notevole scadimento della qualità di vita. In queste condizioni l'unico sollievo farmacologico per il paziente deriva dall'impiego di un broncodilatatore a lunga durata d'azione per via inalatoria. Sebbene la terapia non possa annullare i danni già subiti, è fondamentale assumerla in modo regolare per rimandare il più a lungo possibile le fasi avanzate della malattia.
Il medicinale Pfizer per la gestione della BPCO permette, con una sola somministrazione giornaliera, di restituire sollievo e autonomia al paziente che può, così, ritornare anche a praticare attività fisica all'aria aperta. Questo aspetto è particolarmente importante perchè l'adozione di uno stile di vita sano, a partire dall'abbandono del fumo di sigaretta, e il movimento regolare servono, spesso, più dei farmaci a preservare l'efficienza dei polmoni.